Skip to content
1855–1912

AD UNA RÓCCA

Giovanni Pascoli

Chi te, non grave scettro, bello, aureo, diritto, col tuo boccio colmo, tessé di bionda paglia e di porpora, nell'aia, all'ombra del grande olmo;

nei mesti giorni, che arrugginiscono le foglie, e il sole già si vela; che insegna e fregio fóssi sul candido corredo e l'odorosa tela?

Nei giorni dolci, che i bovi e gli uomini e il sole, alfine un po', riposa; per esulante vergine, o vergine giungente nuova all'uscio sposa,

chi te, già prima, solingo e tacito, traendo la sorrisa bocca, formò di curve lucide gretole sul gambo d'avellano, o rócca?

Te fece in una rupe d'un'isola, solingo oh! sì, tacito oh! come, uno chiamato sempre per numero, un prigioniero senza nome,

ne' suoi brevi ozi, quando gli attoniti occhi velava la sua pena, e come un lungo serpe all'immemore dormiva ai piedi la catena.

Oh! aie bianche nel plenilunio, spiranti vecchio odor di grano! Oh! rare e grandi fiere del prossimo villaggio, allor così lontano!

Oh! pioppi ed olmi, donde al crepuscolo si sfoglia e guarda, e si stornella, mentre apparisce la prima ed ultima del cielo, l'aurea stella bella!

Dal raggio rotto tra i ferri il misero dannato declinava gli occhi, e te, lavoro solo suo libero, si rivedeva sui ginocchi;

e riprendeva le paglie e i tenui tuoi fili ripensando i grilli del focolare striduli e il fremere de' turbinosi verticilli...

Filano. Ancora filano. Filano ancora, al fuoco, quelle donne, o rócca, ad altre rócche. Le vergini son ora madri e bianche nonne.

Nessuna l'uomo sa più che ad essere né esser più l'uomo condanna; né quella, ch'eri per lei, che inconscia là fila ad una vecchia canna.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
AD UNA RÓCCA · Giovanni Pascoli · Poetry Cove