Ma non venivi, io ricordo,
da Lacedemone cava
tu; né tuoi figli ora lava
l'Eurota sonante di canne,
e non li bea nelle nove capanne
l'arguto eptacordo.
Né tu da Tespie o da Cirra,
né dalla ricca Corinto;
dove l'etère dal cinto
leggiadro hanno i mille lavacri:
mille fanciulle vi bruciano lacrime
bionde di mirra.
Te questo lido mandava, ch'Esperio
fu detto; e la gente
ch'ospite accolse i penati e l'imperio
di Roma morente.
Ché se uno squillo si senta
passar su Romagna la forte,
tutti d'un cuore s'avventano
tumultuando alla morte.