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1855–1912

A VITTORIO EMANUELE

Giovanni Pascoli

Re Vittorio: immobilmente ti vediamo grandeggiare, non nel Pantheon silente ma in cospetto al nostro mare.

Tu sei desso, il buono, il forte... chi parlò della tua morte? Sei tornato: ave, gran Re. Te così vedemmo in testa

di spossati battaglioni tra il fragor della tempesta e la romba dei cannoni. Il gentil sangue latino

salì teco a San Martino, e l'Italia ebbe il suo Re. Tornerai, sempre. La scolta chiami all'Alpi i figli tuoi:

ti vedremo un'altra volta grande e fosco avanti a noi. Sopra i suoni e le fanfare la tua voce udrem squillare:

- Figli andiamo - Eccoci, o Re. -

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