Amici suoi che foste, avete udita
mai la sua voce? - O tomba oscura e forte,
in cui m'affanna i sonni della morte,
ineluttabil incubo, la vita!
Oh! vivo io, vivo. O prole mia sfuggita
a questa forse invidiata sorte,
come risuona sempre a queste porte
la tua querela timida, infinita!...
L'uno va nudo e solo ramingando;
qui sosta e piange. Un altro derelitto
odo in segreto disperar lontano.
E le mie bimbe gemono pensando
al muto grido che per loro io gitto,
alle mie braccia per lor tese, invano. -