Vada e riposi, dunque: dimentichi l'erte fatali che fulminavano la terza Italia, ai dì migliori montante co' suoi tre colori.
Addio, sull'alba, trotto di cauti cavalleggeri; piume, tra gli alberi, di bersaglieri; addio brigate, immobili, allineate;
che sui fucili curve, gli zaini al dosso, avanti guardano, attendono... oh! il primo, in un fugace alone, baleno e fragor di cannone!
Al suo Bernezzo, verde di pascoli, verde di gelsi, torni, ed al tacito castello, ov'ora, sole e gravi, bisbigliano l'ombre degli avi.
Tra l'armi avite, scabre di ruggine, anch'essa antica stia la sua sciabola; e il suo cavallo pasca lento, e più non interroghi il vento.
Non lui col noto squillo solleciti la tromba, o chiami col tonfo quadruplo e il ringhio, giù di sulla porta, la silenziosa sua scorta.
La notte e il giorno lunghi partitegli tra lievi sonni, tra piccole opere voi ora, querule campane, voi galli dall'aie lontane.
E le semente curi, e le floride viti rassegni, pampane e grappoli mirando attento, e poi ritrovi le fila dei nitidi bovi;
o poti i rari rosai che recano pii chi le prime rose chi l'ultime, o leghi i crisantemi e i cespi de' glauchi garofani crespi:
e al focolare vecchio dove ardono, adagio, i ciocchi di vecchie roveri, attuti, immobile al suo canto, la doglia dell'omero franto;
o dorma al lene fruscìo del garrulo rivo, che pure, dopo una torbida acquata, va col tuon, tra i sassi, di truppa infinita che passi...
Poi dorma il sonno più forte, l'ultimo: serenamente; poi ch'egli l'ultimo dei sonni, forte, non più forte, lo sa; la conosce la morte:
poi ch'egli cadde già per l'Italia, poi ch'egli visse tra noi già martire! Fosse ora morto di ferite, oh! dava alla Patria due vite!
Due vite hai dato. Due per il giovane suo tricolore, tu coi cadaveri già bilanciato sulla fossa di calce a non farti più ch'ossa!
Ma, quando il giorno verrà che vindice quel tricolore s'alzi e si svincoli, o esperto di risurrezione, risorgi! Ed accorri al cannone.
Sonò l'ATTENTI già PER LA CARICA... sprizzan fuor aspre tutte le sciabole. Cavalli e cavalieri ansando già fremono in cuore il comando.
Devi, il comando, ruggirlo, o reduce dalla Campagna Rossa, tu al turbine! sei tu, sei tu, che atteso hai troppo, che devi tonare: GALOPPO -
MARCH'... Ed avanti tutti coll'èmpito tanti anni dòmo, tutti con l'ululo tanti anni chiuso in faccia al mondo... A FONDO, ricòrdati, A FONDO!
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