Pallida il volto e i teneri occhi mesta,
o mia sorella, passi il lungo giorno:
venne pure il tuo giorno; oggi è la festa,
e nulla ride a te, mia cara, intorno:
ritornata è la festa, e tutto è muto;
invan sembri aspettare anche un saluto:
né un picciol dono, breve gioia, io porto
a te, nostro dolcissimo conforto!