Non sono io forse il piccolo Giovanni
che sua mamma accompagna alla stazione?
Essa gli ha messo in ordine i suoi panni,
i suoi colletti. Le camicie buone.
Esso va solo; solo va lontano
per aiutare la sua dolce madre,
vedova: ei deve a lei dare una mano
per gli altri; agli altri deve far da padre.
E molte cose con sospir gli ha detto
nella soave e piana sua favella,
e già gli pose, con sospiro, al petto
l'argentea croce di suo padre... quella...
Ed ora eccola al piè del nero treno,
piccola, con un pallido sorriso,
scarna, muta, pensosa; l'occhio, pieno
di lagrime invisibili, in lui fiso.
Le labbra bianche con la triste piega
dicono ancora ciò che il cuor ben ode:
oltre lui guarda a quando a quando, e prega:
oh! parla e guarda all'angelo custode.