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1855–1912

A GIORGIO NAVARCO ELLENICO

Giovanni Pascoli

Stridé la catena dell'ancore gravi, cantò la sirena su l'agili navi,

fremeva di plauso il Pireo. Pareva dal colle Eretteo nell'etere un'ombra sfumare (di dea?):

su l'asta le ardea la stella polare. Già lungi dal lido muggivano l'onde;

sonava quel grido qual urto di fronde nel bosco, ad un ampio alitare. Tra il cupo tumulto del mare

pareva d'un popolo d'anime, vano quel plauso lontano da' mondi lontani.

Allora si volse il navarco, si volse a quel morto sussurro: e vide diritta nell'arco del fulgido azzurro,

coi piedi su l'arce fatata, col capo nell'ombra serena, l'imagine astata di Pallade Athena.

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