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1855–1912

A ENRICO FERRI

Giovanni Pascoli

Con voce acuta di bufera tu gridi al gran popolo: - Avanti! - Io tra la mischia a me straniera sollevo i miei placidi canti.

Tu fai, per le battaglie al sole, di cuori infiniti un sol cuore. Io cerco nelle notti sole chi cadde, chi piange, chi muore.

Domani? Tu cadrai, domani! domani? Domani, io cadrò! Nel campo dove tu rimani, io più non combatto, ma sto.

Udresti, udresti, tu caduto sonar nel tuo cuore il mio canto! L'udrei, l'udrei per sempre io muto sonar sul mio capo il tuo pianto!

O forse accanto, gli occhi fissi e i cuori già quasi distrutti, diremo: - Per chi soffre io vissi... Per tutti! il dolore è di tutti... -

Diremo; e strettaci la mano c'incammineremo di là, cercando, avanti noi, lontano, la morte o l'immortalità.

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