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1486–1516

Capitolo 48

Giovanni Muzzarelli

La donna, che 'l mio cor negli occhi porta e nel bel viso tene tutto 'l mio sommo bene, è veramente un abondante mare

che tutte l'excellenze in sé contene, con che ciascun conforta Amor, che ne riporta tante lode e vittorie alte e preclare,

ch'omai la terra e 'l mare, il ciel, l'aëre, 'l foco non han bastante loco alla sua gloria, a i suoi tanti trofei;

vint'ha gli uomini e i dèi, onde gli incresce e se ne duol non poco, che non sian mille cieli e mille mondi perché di tante più vittorie abondi.

Duolsi ch'invan costei sparga i suo' sguardi fra gli uomini mortali, con ciaschedun de' quali vincer potrebbe un altro mondo, un cielo

e mille dèi ancor più ch'immortali; mantiengli accorti e tardi perch'ei più raro guardi e gli occhi ond'esce un dolce ardente gelo

cela col proprio velo; spend'ogn'ingegno, ogn'opra acciò che gli ricopra, et ella inutilmente men consumi

di que' celesti lumi; e quand'avien che tanta luce scopra, per aver maggior gloria, alor s'ingegna se può vincer d'il ciel cosa più degna.

Ma poi c'ha cerco con la mente vaga ogn'ultimo confine è disperato alfine di trovar ai belli occhi degna impresa:

converso a quelle luci alm'e divine con dolce interna piaga di sé stesso si piaga, e di tal foco, onde non senta offesa,

si fa l'anima accesa; poscia, con gli occhi intenti quanto più può patenti, si sforza a lei di ber tutto quel bene

che ne la vista tiene; ma poi c'ha i suoi desir stanchi e non spenti, e resta ben da far ciascun felice, rivolto al mondo tal parole dice:

– Che bisogna cercar paesi strani, senza aver mai quïete? O voi ch'in terra sete, lasciate tutte omai le vostre imprese:

ché, se desir di belle cose avete, vostri desir son vani: già per gir in lontani luoghi, cercando or quest'or quel paese,

le vostre voglie accese non pascerete mai! Correte ai dolci rai di questo sol d'ogni beltà ridutto:

qui vederete tutto quant'è suto di bello o fia già mai. – Ciò giura Amor, e dice: – Ahi sventurato chi questa donna ancor non ha mirato! –

Non sa che sia pur ombra di diletto, di grazia, di beltade, di vertù, d'onestade chi non ha visto questa donna mia,

in che si specchia ogni divinitade; ciò ch'altrov'ha diffetto è in lei tutto perfetto; nei movimenti suoi sembra che sia

ciascuna leggiadria: ha i modi santi, i gesti più che vagi et onesti; ella va con le gioie tutte quante

intorno alle sue piante, mostra costumi in sé più che celesti, ride d'ogni dolcezza alteri risi, e spira grazie, e parla paradisi.

Canzon ardita, 'l mondo a qui venir consiglia, a tanta meraviglia; digli ch'ogn'altra donna fuor che quella

non osa d'esser bella, se non quel poco che le s'assomiglia; sicuramente giura a chi nol crede che, sanza lei veder, nulla si vede.

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