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1486–1516

Capitolo 42

Giovanni Muzzarelli

Candidissimo avorio almo e divino, di sì pura e sì netta bianchezza e sì perfetta che gli cede ogni latte et ogni neve,

alteramente copre un petto largo sol quant'esser deve, ch'agli occhi umani scopre non più di quella dolce morbidezza

che basta a farlo 'l fior d'ogni bellezza. In sì bell'opra con poco rilevo surgon dui pomi eguali, per bellezza immortali,

nati in più bel giardin che di Levante, da stancar mille lingue e far fermar ancor mille Athalante; l'un da l'altro distingue

la proppia strata lactëa del cielo, che copre un crudo ingiurïoso velo. Ben manifestan sua beltà celata a chi mira, a mal grado

d'il vel, benché di rado, i sospir di madonna, i risi, il canto che 'l ciel adorna e molce; alor si vede ben soave tanto

e sì vago e sì dolce il tremolar de l'un e l'altro pomo che non potrebbe non lodargli Momo. Alla guardia di tante alte richezze

sta tutto lieto Amore, che di dolcezza more, ebrïo d'il piacer ch'ivi si sente; infra i bei pomi siede

e con le luci sue vaghe e contente usurpa la mercede: mira or da l'uno et or da l'altro lato né sa qual d'essi il faccia più beato.

Poi grida con gran voce: – Voi ch'abitate in terra, se cercate la via di gire al ciel, qui l'apparate. –

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