Un divin, glorïoso,
lungo, terso, mirabile lavoro
di fresca neve, degno
d'esser caro sostegno
a quel bel viso, u' dolcemente stanno
rubin alteri e soli
che parangon non hanno,
rose, perle, coralli, ebbano et oro,
sembra con la bellezza
invitar l'alme alla divina altezza
e dir lor: – Cieche! Or non vi conoscete?
Voi pur là sovra 'l ciel create sete. –