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1486–1516

Capitolo 38

Giovanni Muzzarelli

Ristretti in picciol loco, divine rose, coralli e giacinto, rubin, porpora et ostro rilevatetti alquanto

copron con dolce manto d'un color misto, incognito, indistinto tutta la leggiadria sopr'a' due labra de la donna mia,

ove si vede in gioco ogni diletto nostro, quanto piacer fu mai, sì dolcemente, che son certe omai

altre labra che quelle di più non esser belle. Queste... che poss'io dire? Perché non mi concede 'l ciel almeno,

perché non mi consente ch'i' possa omai disfarmi e tutto transformarmi in chiara voce, in ragionar ameno

e con mill'altri canti ispor al mondo in parte i suoi sembianti? Deh, sazia 'l mio desire, Amor, che sei possente,

mutami a parte a parte e fa che parli in me ciascuna parte: fa i pié, le man, le braccia voce che mai non taccia.

Vaghe labra amorose, voi (ma chi può ben dir quel ch'i' vorei?), voi ritenete un mare di non so che divino

che manten lieto 'l mondo e pasce di meglior nectare i dei; per voi sempre contenti stan concordi in discordia gli elementi;

spira per voi di cose che son lassù più rare un odor grato, un'aura che sempre 'l mondo e 'l ciel pasce e ristaura,

e tutti i dèi per forza a desïarsi sforza. Voi, che non sete avari di mostrar a ciascun vostre richezze,

scoprite ben sovente a chi brama vederle assai minute perle raccolte inseme, e strette alte bellezze

con non so che zoioso, che fanno 'l paradiso invidïoso. Dentr'ai vezzi sì rari si move dolcemente

un nobile ametisto cui non fu par già mai nel mondo visto, con che madonna suole formar le sue parole.

Chi vol stupirse, amanti, e far ai sensi l'alma debitrice di ciò che si può mai con un obligo eterno,

perch'ella in sempiterno sia poi la più beata e più felice senza dolor patire, le soavi parole venga a odire

de la mia donna e i canti, ch'i' non sapre' già mai con le rime imitare; né so ben veramente altro che fare

se non, per vi ritrarla, tacer com'ella parla. Voi stessi ben vedrete, se non state, 'l venir vostro tardando,

a le sue voci amene odir, a i dolci accenti correr i monti, i venti fermarsi, 'l ciel in giù venir volando,

e di comun consenso de l'altre parti, in su salir accenso il mar con l'onde liete, e colma d'ogni bene

la terra in ciel alzarsi, e farsi un paradiso e rinovarsi, poi c'ha finito 'l canto, il mondo tutto quanto.

Non puoi con una voce et una lingua, canzon, isprimer bene quel che ti si convene.

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