Skip to content
1486–1516

Capitolo 30

Giovanni Muzzarelli

Or, mente inamorata, opra tutto 'l tuo ingegno da non isparmïar a questa volta; se sei nel ciel formata,

a me dal re concessa d'il alto divin regno, se non sei d'empia Lete in tutt'oppressa, or dettami tu stessa,

come se fussi sciolta, un parlar che nel ciel spesso s'ascolta, un dir ch'ogni mortal stanchi e non sazie, quel con che ragionar soglion le Grazie.

Se uopo mi fu mai di qualche tuo soccorso, or questo novo ogni bisogno avanza; dimmi dunque, se sai,

quelle parole, quelle che nel tempo transcorso, quand'abitasti 'l regno de le stelle, odisti excelse e belle,

benché la sua possanza non basti a dir di l'alta mia speranza, ché tant'avanzan lor gli occhi di lei quanto fa 'l nostro 'l stato degli dei.

Non basta veramente a ben discriver quelli ogni celeste, ogni divin cantare: ma, perch'accesa mente

con quel s'appressa alquanto agli occhi alteri e belli, a te richiedo solamente tanto di quel celeste canto

che basti ad ombreggiare la tanta sua beltà, se non lodare. Guidami dunque e non t'incresca ch'io ragioni col parlar proppio d'Iddio.

Ben sai: cieca, nol vedi che sì belli occhi mai non vide 'l mondo in la passata etate? Or, stolta, non t'avedi

che tutto 'l paradiso risplende coi suo' rai, non vedi ch'al splendor d'il chiaro viso sta tutto intento e fiso?

In molta quantitate scendon a terra l'anime beate, e tutte a garra per diverso calle volan ai lumi suoi come farfalle.

Misera, or che ti vale esser nata divina, se tu non vedi quel che veggio sempre i', che pur son mortale,

che la debil mia vista a quei lumi s'affina e quant'è men la sua luce e più trista, tanto più ne racquista,

e con più forti tempre par che 'l mio lume ad or ad or si tempre, ond'i' comprendo, pien d'alta vagezza, in me crescer la vista, in lor bellezza?

Tant'avanza sé stesso il mio lume visivo ch'i' vedo più ch'ad uom non si convene, e quanto men concesso

m'è di mirar altrove u' sia di vista privo, tanto più lume da' belli occhi piove che 'l mio veder rinove

nei quali per mio bene maggior vaghezza ognor volando viene, sì ch'in lor vedo quasi a ciascun punto un mondo di bellezza essere aggiunto.

Occhi dolci e bëati, quante volte vi veggio, tant'è vostra beltà maggior che prima, e più chiari e pregiati

senza alcuna misura mai sempre vi riveggio! Oh, quante volte 'l cor senza paüra arditamente giura,

perciò che cossì stima, esser vostra beltà giunta alla cima né più poter montare, e 'ncontinenti vi mira assai più belli e più lucenti!

Oh, se tu avessi intero ben dimostrato quel ch'è più che vero, i' direi ben, canzon, quanto mi piaci; però senza parlar di novo taci.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
Capitolo 30 · Giovanni Muzzarelli · Poetry Cove