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1486–1516

Capitolo 23

Giovanni Muzzarelli

Un bel colle amoroso, coverto sempre di gelata neve, col giogo netto, piano e spazïoso, alto quant'esser deve

un sì divin lavoro, cinto d'ebano e d'oro concesso al mio bel sol meritamente, sì colmo d'onestade

e di tanta divina maiestade, sorge sì dolcemente sopra la luce d'il suo chiaro viso che mostra quasi tutto 'l paradiso.

Dal vago colle ameno, fra l'ebano egualmente compartito, – l'ebano che, di gran vaghezza pieno, è sol nel mondo ardito

co gli archi excelsi e soli coprir dui vivi soli, – una leggiadra delicata costa in giù tanto descende

quanto 'l bel giogo a lei di sopra ascende, fra gigli e rose posta, con tanta venustà, con tanta grazia ch'ogni vista mortal stanca e non sazia.

Abita nel bel piano un mondo di bellezza e d'onestate, e seco inseme, fuor d'ogn'uso umano, tanta divinitate

che chi sanza peccare la può fiso mirare per forza dietro a sé converte e spinge la memoria e 'l pensero

a ramentarsi 'l suo stato primero, con che lo si dipinge: onde, purgata l'alma d'ogn'oblio, con la guida d'Amor contempla Iddio.

Alla beltà divina d'il vago fronte ov'ogni ben si vede, l'alma, che l'alta antica sua ruvina nel suo penser rivede

e che dal caso oppressa non conoscea se stessa, lieta si specchia e gode di vedersi, poi, colma d'alte brame,

pasce di questa sol l'ingorda fame e' suoi desir diversi, onde sente al gustar d'un cibo tale a poco a poco a sé rinascer l'ale.

Chi può narrar il bene che gusta l'alma al dolce cibo avezza? Benché sia 'l gusto poi di molte pene misto con la dolcezza,

perché, mentre zoiosa l'anima desïosa per pascer sé di sì dolce alimento quasi celeste auriga

vola al suo ben con la divina biga, quanta noia e tormento, quanta fatica, Dio, quanto sudore pate, domando 'l suo destrier peggiore!

Indi felice fassi l'alma, poi ch'ha 'l travaglio suo chetato, e l'un e l'altro dei destrier suoi lassi al fin ha raffrenato

col sùbito riparo d'il fronte onesto e raro ch'a l'iniquo destrier porge paüra. Or qual dunque non vede

vestita di beltà, d'onor, di fede, d'alta umiltate pura quanta onestà fu mai, quanta ne fia starse nel fronte de la donna mia?

Canzon, tu parli oscuro; onde, se trovi alcun che ti riprenda, priegalo ben che tua ragion intenda.

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