Ninfe, che i verdi colli e l'acque vive
di Mergo e Sesia e l'uno e l' altro corno
del Re de' fiumi fate altero e adorno,
spargendo l'oro a le fresch' aure estive,
i' facea, lasso, in queste vostre rive,
di voi cantando, un più dolce soggiorno.
Or a gran passi via sen viene il giorno
che di mia voce voi, medi voi prive.
Vommene; e voi eternamente in bando,
s'un qualche sogno a voi non mi riporta
col dolce imaginar de' miei desiri.
Mia voce quanto a voi del tutto è morta,
s' alcun suo tristo accento non vi mando
su per quest' onde a forza di sospiri.