Ahi! perché non correggi
l'empia mia donna, Amor, di te rubella,
che pon nel regno tuo si dure leggi?
Questa nostra nemica altera e bella
dubbiosa ed iniquissima mercede
spesso propone al mio servir con fede,
e dice: – Amico, eleggi:
o senza speme disïar mai sempre
ed essermi più caro,
o, per gioir un di, non sperar mai
d'aver tutto il tuo tempo altro che guai –.
E tu comporti, Amore,
che mesca nel tuo mèl cotanto amaro
e le dolcezze tue così distempre?
Ma se ancor vive in te qualche valore,
scegli fra mille a prova una saetta
e fa del strazio mio giusta vendetta.