Al fonte de gli ardenti miei desiri
guidommi Amor, lo mio nemico eterno,
per darmi a diveder che nel suo inferno
il peggio è ch' uom talor goda e respiri.
Tregua ebb'io ne la guerra de' sospiri,
m'a che pro, se per ciò il mio foco interno
crebbe maggiore e fu (s'io ben discerno)
un rinovar de non lenti martiri?
Meglio era aver la man pronta ed ardita
contra me stesso, e questa frale scorza
spogliar dinanzi a lei, che viver senza.
E m'averrà, s'a l'alma sua presenta
già mai ritorno; ed o pur ch'abbia forza
d'impetrar dal dolor sì lunga vita.