Per fuggir la mia morte, alma mia spene,
che ne i begli occhi vostri alberga spesso,
fuggo talor, ma pur, da quella oppresso,
lontano a voi dolente Amor mi tene.
Questa morte è peggiore e di più pene,
ond' io ritorno, perché vedo espresso
(poi che deggio perir lunge e da presso)
che men male è mancar dov'è 'l mio bene.
Non cessin dunque più gli usati sguardi,
sì ch' io veda il mio sol lucente e divo
e prenda nel morir qualche conforto,
perch' io so ben, (e me n'accorgo tardi):
hi vi vede e non mòre, non è vivo;
hi non vi vede e vive, è più che morto.