— Com'avrà sparsi i santi odor l'Aurora
col grembo d'oro in questa parte e 'n quella,
tesserti mi vedrai laurea sì bella,
ch'invidia te n'avran Cerere e Flora,
immortal dea: s'al biondo Apollo ancora
non cedi né a sua chiara invida stella,
non mi sei già men cara, alma sorella;
se tu argenti le rive, egli le 'ndora.
S'a quest'olmi due viti, a que' due faggi
l'edra è per sempre, ahi misera! abbracciata,
perch' io non teco, o dolce Tirsi mio? —
Così spargendo Alcippe innamorata
lacrime e voci a Tirsi lungo 'l rio,
sen gîr fuggendo d'oriente i raggi.