Quando, Amor, da quel dì ch'al tuo foco arsi
senza mai 'ntepidir, vo rimembrando
l'ore che poco liete ho avuto amando,
veggio la speme al sol di neve farsi.
Tempo omai fôra dagli affanni alzarsi
con l'ali del desio, che indarno spando,
al sommo del tuo ben verace, quando
sento già 'l verde de l'età cangiarsi.
Ché, perché sia novellamente al fine
giunto il mio grave e duro esilio indegno,
non spero risaldar le piaghe interne:
ché mi par d'ora in or le due divine
luci carche veder d'acerbo sdegno,
perché spargan, le mie, lacrime eterne.