Questo che gli occhi abbaglia e l'alma accende,
se così dir conviensi, angelo umano,
col lampeggiar del riso umìle e piano
sovra la fuga del mio duolo intende;
col seren poi degli occhi, ov'Amor tende
d'or in or l'arco e mai non tira invano,
purga il mio cor d'ogni desio non sano
e pur mi raddolcisce ove più splende.
Ma quel che penetrò fu la divina
sua voce e 'l soavissimo concento
che fa de l'alme altrui dolce rapina.
Se voci umane son queste ch'io sento,
che paradiso in terra mi destina
Amor, che pace eterna e che contento?