Spargete, o ninfe d'Arno, arabi odori
a l'apparir di lei ch' io tanto onoro,
e su gli omeri belli e sul crin d'oro
un nembo de' più vaghi e scelti fiori.
Volin d'intorno i pargoletti Amori,
lieti cantando in dilettoso coro:
— Ecco chi d'onestà salvò il tesoro.
U' son ora le palme, u' son gli allori,
onde la bella vincitrice ardita
ne l'età giovinetta s'incoroni,
innamorando il ciel di sua virtute?
Oh vivo specchio de l'umana vita,
ove le forme de' celesti doni
risplendon per altrui pace e salute!