Io giuro, Amor, per la tua face eterna
e per le chiome onde gli strali indori,
ch'a prova ho visto le viole e i fiori
nascer sotto 'l bel piè quando più verna,
ho visto il riso, che i mortali eterna,
trar da le man d'avara morte i cuori
e colmar d'un piacer che mostra fuori
la purissima lor dolcezza interna;
vist' ho faville uscir de' duo bei lumi,
che, poggiando su al ciel, si fenno stelle
per infonderne poi senno e valore.
Arno, puoi ben portar tra gli altri fiumi
superbo il corno, e le tue ninfe belle
riverenti venire a farle onore.