Donna, ch'avete ne' begli occhi santi
quanta piove virtù dal terzo cielo,
per far gioir il cor, ch'ivi entro celo,
e dipartirlo dagli antichi pianti,
da questi aitato, a' pensier ciechi erranti
ch'eran nel dritto oprar fatti di gelo,
mostro ho il vero camin, tolto quel velo
che tanti anni già corsi ebbero innanti;
e spero, tua mercé, sguardo lucente,
che tacendo mi dici ch' io sempre ami,
quasi cigno gentil levarmi a volo,
e sovr'Arno cantar sì che la gente
il nome tuo con la mia voce chiami
e lo serbi dal tempo intero e solo.