Lo stral che 'n sorte ebb' io, dentr'a begli occhi
indorò la Pietà, mentre tendea
l'arco suo Amor, ch'altronde non temea,
bench'io mal cauto ed ei nascosto scocchi.
E: — Dolce passi al cor, dolce lo tocchi —
con chiara ed umil voce li dicea.
Ei, che, mirando lei, piacer bevea,
non conosciuto da' mortali sciocchi,
le arrise e disse a me: — Diletto e pace
sia teco; — e diemmi il colpo che m'aperse
il duro fianco e non sentì il dolore.
Dolce piaga vital, ch'or sì verace
gioia distilli e crei virtù diverse,
viva ti tien Pietà via più ch'Amore.