O voi che sotto l'amorose insegne
combattendo vincete i pensier bassi,
mirate questa mia, nanzi a cui fassi
Natura intenta a l'opre eccelse e degne;
mirate com'Amor inspiri e regne
in sembianza del Re che 'n cielo stassi
come ricrei con un sol guardo i lassi
e 'l camin destro di salute insegne.
Sì direte poi meco, aprendo l'ali
verso le stelle: — O felice ora in cui
nascemmo per veder cosa sì bella!
Ma perché non ars'io, perché non fui
pria neve a sì bel sol, segno a li strali?
Beato è chi la mira o le favella.