Le tue promesse, Amor, come sen vanno
spesso vòte di fé verso i martìri!
come nascon nel cor fèri desiri,
quando interdette le speranze stanno!
Non è presto a venir se non il danno:
io 'l so che 'l sento; e tu, che lieto il miri,
dammi dond'io talor dolce respiri
dal grave peso di sì dolce affanno.
Per virtù del tuo santo aurato strale
raccolta sia la mia speranza ov'ebbe
albergo già sì avventuroso e degno;
sostenti la tua fé pena mortale,
ed al cader non sia vano il sostegno
che desti al cor quando di lui t'increbbe.