Empio ver' me, di sì gentil, riesci,
Amor, che col velen de la paura
stempri 'l mio dolce e men che mai secura
fai l'alma allor che tu più ardito cresci.
Pur dianzi mi gradisti, or mi rincresci,
sì poco il tuo gioir diletta e dura.
Strugga, signor, questa gelata cura
tua pietà ardente o for del mio petto esci.
Che s'io deggio languir, quando più fissi
nel profondo del ben son i miei spirti,
io prego che 'l tuo stral più non mi tocchi.
S'allor ch' io gelo in alta fiamma, udissi
quel che 'l sentito ben mi vieta dirti,
verresti a lagrimar ne' suoi begli occhi.