Per me da questo mio romito monte,
men noioso e più bel che 'l Vaticano
scende, irrigando un bel pratello al piano,
e muor nel Serchio indi non lungi un fonte.
Qui prima piansi mie sventure e l'onte
di morte, ohimé! che lo splendor sovrano
degli occhi miei dal mondo orbo ed insano
spense in turbando la serena fronte.
Or, in memoria del mio pianto amaro
e di lei che beata è tra le prime,
sorge questo ruscel soave e chiaro.
Cingol di lauri; e forse un dì le cime
piegheranno al cantar del mio buon Caro,
mastro famoso di leggiadre rime.