Scipio, io fui ratto dal cantar celeste,
e l'ama immersa nel profondo oblio;
pur mi raccolsi e riconobbi anch'io
quel che voi prima sì lodato fêste.
Copria gli omeri bei candida veste,
com' è candido il cor, puro il desio,
quand'ella mosse 'l suon gentile e pio
ch'orna la gloria e la virtù riveste;
sottil velo accoglieva il biondo crine;
sedean le Grazie ne' begli occhi suoi
e di foco spargean le bianche gote;
ordiva reti Amor tenaci e fine,
dava luce a la notte e dicea poi:
— Beate orecchie, ove 'l bel suon percote!