Là dove il Mincio, dal paterno seno
superbo uscendo, per vie torte arriva
e quasi un picciol mar lucido avviva
allagando a l'intorno ampio terreno,
spira per lo sgravato aere sereno
Zefiro i fior destando, e sempre è viva
Primavera e da l'elci il mel deriva
e questo fiume e quel di latte è pieno:
presagio che ritorna d'oro il mondo.
E voce già da' sette colli move,
ch' Ercole chiama a' primi onor secondo;
a la cui gloriosa ombra discerno
fiorir più d'un ingegno e lui di Giove
prender poi vita in terra e farsi eterno.