Se pioggia omai dal ciel larga non scende
sovra queste empie, rie, barbare genti,
sì che ne le lor ire più che ardenti
il foco spenga che l'Italia accende,
tosto cenere fia; ch'ognora attende,
misera! il fin de' suoi giorni dolenti,
e chiama indarno i suoi patrizi spenti
ché 'l mondo ancor quanto fûr chiari intende.
Ma non consenta il ciel che la più bella
parte consumi scellerata fiamma
e secchi il fior de' più lodati ingegni.
Così del comun mal teco favella,
Buonviso, quel che di disio s'infiamma
teco oltraggi schivar sì duri e indegni.