Almo e beato giorno,
nel quale il giusto dolce Gesù mio
in croce morir volse
e da lacci e da reti il mondo sciolse,
che n'avea tese il nemico empio e rio,
deh, fia mai cor sì crudo che, mirando
quel santo petto, quelle mani e quelle
piante che solean già calcar le stelle,
trafitte al duro legno, lagrimando
non vada le sue pene e 'l nostro errore?
Deh, genti egre, meschine,
mirate il mio Signore
coronato di spine,
con gli occhi lagrimosi e il volto esangue,
mirate il sparso sangue
e i duri cori intenerite tanto
che versi duol la lingua e gli occhi pianto.