Traggeti a più bel rio l'ardente sete,
salendo sovra 'l cerchio de la luna,
alma, che corto vedi e senz'alcuna
speme d'onesto fin t'affondi in Lete;
e ti diporta per le sante e liete
contrade, ove non può morte e fortuna,
sparso e negletto ciò che 'l mondo aduna
e sciolta e rotta l'amorosa rete,
dove s'intrica il cor, dove s'annoda
e dove grida nel morir aita
e là 've gli occhi miei fan largo fiume.
Fa che nel tuo partir di te non goda
l'empio avversario ch'a peccar ne 'nvita,
ché tempo è di ritrarsi al vero lume.