Chi per quest'ombre de l'umana vita
Ruffin mio, spazia in compagnia di questi
duri avversari de' desiri onesti,
che n'avean cara libertà rapita,
se col cor queto e con la vista ardita
talor non mira gli splendor celesti,
cade tra via. Tu 'l sai che, mentre desti
gli anni a vil cura, ne l'età fiorita,
giacesti infermo: ed io, mentre che 'n pene
sott'altrui voglia i miei cieco menai,
più volte invan gridai la mia salute.
Vuolsi con quel pensier che reca spene
di vero ben, che non si cangia mai,
il bel lume cercar de la virtute.