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1367–1446

XX

Giovanni Gherardi

Donne gentili, che sì somma iddea acompagnate, piacciavi mia mente sì stupefatta soddisfar chi sia. I' miro e penso al suo raggio sovente,

che 'nfolgorando Amor par Citerea, e nel divino o Dïana o altra iddea. Per lei mirare già in mia fantasia son mille spirti d'Amore e gentili,

che m'avampano il cor per sua biltade: sacra santa onestade sì regge lei in sembianti verili; onde stupido dico: «In paradiso

fùr fatte quelle membra e 'l suo bel viso». Così dubbioso, scende un vago spirto di suo sante pupille entr'al mio core, ch'ancor non sa fermar che cosa sia,

e dice: «Mira il divino splendore ch'esce del viso, ch'ombra il capel irto, quando rotando sen va per la via. I' sono Amor, quest'è madonna mia,

perché in lei piove ogni biltà da cielo con ogni santo portamento in terra: benigna e dolce guerra dona, sgombrando d'ignoranza il velo,

e fa viver l'uom morto in sua virtute». «Ditene omai chi è tanta salute». «La salute di cui preghi e domandi, tanto dubbioso e sì carco d'oblio,

è spirito del cielo e non mondano. Lo spiritel che di suo luci uscìo ti disse assai; ma, perché ti spandi più voglioso a seguirla e non lontano,

più ti diren: ma intelletto umano non può conoscer l'esser di costei, perché avanza in virtù ogni stella. Questa celeste e bella

intender nolla può altro che i dei, ma più di quel che potrà il tuo intelletto direnti d'esto sacro santo aspetto. Questa che tanto miri e parti donna

è fra noi nove stelle un più bel viso, che ti darebbe al mondo etterna vita; ma nol comprende ognun, perché non vòle quel Sire ch'è del ciel prenz' e colonna,

onde a radi si mostra sua gradita. Ell'è in tanta gloria ferma e sita, che, se per vel non avesse le membra, vedendola diresti: «O, il paradiso!

Doh, mira pur pel riso come l'erba, i fioretti, il ciel rimembra. Ora ten pensa, se segui tuo stella, a te si mostrerrà quant'ella è bella».

—Canzon, già mi ritruovo in tanta guerra, ch'i' non so che ti dir; sol per un guardo i' tremo, aghiaccio, i' ardo, e volo in cielo, e son corpo di terra.

Vattene adunque a questa donna sagra, e prega mi sia dolce e non troppo agra.

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