Che giova investigar ciò che può arte,
natura, ingegno, intelligenza o idea,
poi che fra noi mortali è tale idea,
che penna o lingua non potria dir parte?
Giove sì la vagheggia, Febo e Marte;
Giunon la 'nvidia, Danne e Citerea.
O specchio delli iddei, ciò che potea
Que' che ti misse in terra da sé parte!
Dove filate fùr le trezze d'oro?
dove l'esempro di tanto bel viso
o del bel petto sereno e lattato?
Questo pur è il più ricco e bel lavoro
che mai avesse il mondo e 'l paradiso:
gloria m'è grande esser di lei infiamato.