La vita senza frutto è grieve morte
a l'alma nostra in questo miser mondo,
né già mai fruirà il ciel giocondo,
ma messa fia nelle tartaree porte,
dove sempre starà con dure sorte,
con ogni pena in orribil profondo,
né più ritornerà al cieco mondo,
se non per aspettar l'etterna morte.
Adunque, ciascun cerchi aver vertute
mentre che 'l può, e non aspetti tempo,
se giugner vuole all'etterna salute,
perché al viver nostro è poco tempo;
l'ore senza esercizio son perdute,
né indrieto torna mai il perso tempo.
E però prenda tempo
ciascun che può, e non voglia aspettare
domani o l'altro a ben adoperare.