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1503–1556

XXXIII

Giovanni Della Casa

Ben veggo io, Tiziano, in forme nove l'idolo mio, che i begli occhi apre e gira in vostre vive carte, e parla e spira veracemente, e i dolci membri move;

e piacemi che 'l cor doppio ritrove il suo conforto, ove talor sospira, e mentre che l'un volto e l'altro mira, brama il vero trovar, né sa ben dove.

Ma io come potrò l'interna parte formar giamai di questa altera imago, oscuro fabro a sì chiara opra eletto? Tu Febo (poi ch'Amor men rende vago),

reggi il mio stil, che tanto alto subietto fia somma gloria a la tua nobil arte.

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