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1503–1556

XXX

Giovanni Della Casa

Le chiome d'or, ch'Amor solea mostrarmi per meraviglia fiammeggiar sovente d'intorno al foco mio puro, cocente (e ben avrà vigor cenere farmi),

son tronche, ahi lasso: o fera mano e armi crude, e o levi mie catene e lente! Deh come il signor mio soffre e consente del suo lacciuol più forte altri il disarmi?

Qual chiuso in orto suol purpureo fiore, cui l'aura dolce, e 'l sol tepido, e 'l rio corrente nutre, aprir tra l'erba fresca; tale, e più vago ancora, il crin vid'io,

che solo esser devea laccio al mio core: non già ch'io, rotto lui, del carcer esca.

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XXX · Giovanni Della Casa · Poetry Cove