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1503–1556

XXV

Giovanni Della Casa

Solea per boschi il dì fontana o speco cercar cantando, e le mie dolci pene tessendo in rime, e le notti serene vegghiar, quand'eran Febo e Amor meco.

Né temea di poggiar, Bernardo, teco nel sacro monte ov'oggi uom rado vène: ma quasi onda di mar, cui nulla affrene, l'uso del vulgo trasse anco me seco,

e 'n pianto mi ripose e 'n vita acerba, ove non fonti, ove non lauro od ombra, ma falso d'onor segno in pregio è posto. Or con la mente non d'invidia sgombra

te giunto miro a giogo erto e riposto, ove non segnò pria vestigio l'erba.

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