Skip to content
1503–1556

LXVII

Giovanni Della Casa

Forse però che respirar ne lice dopo tanti anni, or questo e or quell'angue così ne punge, o pur del nostro sangue non è vermiglia ancora ogni pendice?

Terra più ch'altra pria lieta e felice fatt'è per dura mano ignuda, esangue: deh perch'in noi virtute e valor langue, e rinverde avarizia ogni radice?

Ch'ancor potrebbe, asciutto il sangue sparso e sereni i begli occhi or di duol colmi, frenar le genti Italia a l'antico uso; ned io l'Ibero o più Cesare accuso

che 'l loro aspro vicin, ma piango, e duolmi rotto vedere il mio bel nido e arso.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
LXVII · Giovanni Della Casa · Poetry Cove