Skip to content
1503–1556

LXV

Giovanni Della Casa

Né l'alba mai, poi che 'l suo strazio rio vien Progne, ombrose valli, a pianger vosco, quando 'l ciel fosse in sul mattin men fosco, di braccia al vecchio suo sì bionda uscìo;

né 'n riva di corrente e largo rio chiome spiegò d'april tenero bosco sì vaghe, come il sol ch'io sol conosco sparger tra voi le sue talor vid'io.

E or le tronca empio destino acerbo, e 'mpoverisce Amor del suo tesoro: a noi sì cara vista invidia e toglie. Deh chi 'l mio nodo rompe e me non scioglie?

Avess'io parte almen di quel dolce oro, per mitigar il duol che nel cor serbo.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
LXV · Giovanni Della Casa · Poetry Cove