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1503–1556

LX

Giovanni Della Casa

S'egli averrà, che quel ch'io scrivo o detto con tanto studio, e già scritto il distorno assai sovente, e come io so l'adorno pensoso in mio selvaggio ermo ricetto,

da le genti talor cantato o letto, dopo la morte mia viva alcun giorno, bene udirà del nostro mar l'un corno e l'altro, Rota, il gentil vostro affetto,

che 'l suo proprio tesoro in altri apprezza, e quel che tutto a voi solo conviene per onorarne me, divide e spezza. Mio dever già gran tempo a le tirrene

onde mi chiama; e or di voi vaghezza mi sprona: ahi, posi omai chi mi ritiene!

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