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1503–1556

LVIII

Giovanni Della Casa

Signor mio caro, il mondo avaro e stolto in procurar pur nobiltade e oro fatto è mendico e vile, e 'l bel tesoro di gentilezza unito ha sparso e sciolto.

Già fu valore e chiaro sangue accolto inseme, e cortesia; or è tra loro discordia tal, ch'io ne sospiro e ploro, secol mirando in tanto errore avolto.

E perché in te dal sangue non discorda virtute, a te, Cristoforo, mi vòlgo, che mi soccorra al maggior uopo mio; e sì porterai tu Cristo oltra il rio

di caritate, colà dove il volgo cieco portarlo più non si ricorda.

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