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1503–1556

LVI

Giovanni Della Casa

Or pompa e ostro, e or fontana ed elce cercando, a vespro addutta ho la mia luce senza alcun pro, pur come loglio o felce sventurata, che frutto non produce.

E bene il cor, del vaneggiar mio duce, vie più sfavilla che percossa selce, sì torbido lo spirto riconduce a chi sì puro in guardia e chiaro dielce,

misero; e degno è ben ch'ei frema e arda, poi che 'n sua preziosa e nobil merce non ben guidata, danno e duol raccoglie. Né per Borea giamai di queste querce,

come tremo io, tremar l'orride foglie: sì temo ch'ogni amenda omai sia tarda.

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