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1503–1556

L

Giovanni Della Casa

Curi le paci sue chi vede Marte gli altrui campi inondar torbido insano, e chi sdruscita navicella invano vede talor mover governo e sarte,

ami, Marmitta, il porto. Iniqua parte elegge ben chi il ciel chiaro e sovrano lassa, e gli abissi prende: ahi cieco umano desir, che mal da terra si diparte!

Quando in questo caduco manto e frale, cui tosto Atropo squarcia e no 'l ricuce giamai, altro che notte ebbe uom mortale? Procuriam dunque omai celeste luce,

ché poco a chiari farne Apollo vale, lo qual sì puro in voi splende e riluce.

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