Giovanni de Mantelli di Canobio
Quanto sia grave l'orrendo peccare d'i sodomiti e quanto offende Dio, in sto capitul quarto el vo' mostrare. Ma chi vol ben veder quanto l'è rio,
veda che, poi l'offesa del Signore, de Natura ancor guasta el bel disio. E la Natura angelica in orrore l'ha assai più che peccato che fia;
<ed> al demonio spiace el suo fetore. E tutto questo intendo provar pria per esempli della Scrittura Santa, poi per altri dottor de teologia.
Ch'el spiaccia a Dio nel Genesi si canta, nei capituli desenove e venti, dove col fuoco Pentapoli <s>chianta e con la fiamma fa soi vizi spinti.
Poi in quella notte quando Ièsu nacque, dicono alcun' dottor che fûr perenti li sodomiti nel paiese u' giacque quel bon Signor, e ciò fu per mostrare
quanto a Sua Maiestà sto vizio spiacque. Per la prima vendetta ben provare se pò che 'l vizio della sodomia el magior sia che pò l'omo operare,
ché quello è magior vizio a cui più ria e magior pena gli è dal gran Dio data; onde pena magior non fo né fia che quella che fo a Sodoma mandata,
ciò fo sòlfaro e foco, ch'ai dannati serà doppo el Iudizio distinata, como ai vinti capitul tai dittati del sacro Apocalissi trovarai,
se ben seranno da ti studïati. Dunca magior del certo trovarai sto vizio sodomitico aborrendo de tutti li altri vizi più assai:
da Ieronimo sto argumento prendo. Or ch'a Natura guasti el suo disio, con rason vere ciò provar intendo: piglia, lettor, quest'argumento mio:
natura umana massime desia crescere e perpetuarse appresso a Dio. Se de sto vizio ognon tenesse via, perché lor semo serìa senza frutto,
l'umana spezie presto mancaria. E lo intelletto uman, che sol produtto fu da Dio per fruirlo in paradiso, serìa per questo all'inferno condutto.
Molti seran che diran: – Como ha viso custui, che vol la via santa mostrare dalla qual molte volte el fu diviso? –. Ma vo' che sappi ch'uman è 'l peccare;
poi che m'avidi del mio andar non dritto me rivolse all'angelico emendare. Non a mia lauda ma a gloria sia ditto, de quella glorïosa alma Maria
Vergene che seccorre ogn'omo afflitto. Sta lauda ancora attribuita sia alla mia donna, ch'or vive nel cielo, che me drizzò dalla mia torta via;
che prima cangiarò col volto el pelo, che l'alma santa sua m'esca di core, che fu adombrata de sì nobel velo. Or torno, per non commetter errore,
al proposito mio dove lassai quanto gli angiol lo abbino in orrore. In più sacri dottor retrovarai ch'i<n> su quel punto che l'omo commette
sto vizio che così eccellente fai, l'angio che Dio in sua guarda li dette via se fugge, ché nol pò vedere: che Dio el punisca allor par che sospette.
Quanto l'ira de Dio sia da temere dall'omo per sto vizio maledetto, se li angiol par che teman, che cadere in lor non pò timor né alcun difetto!
Or ch'ai demoni spiaccia, e' 'l vo' mostrare, fortificando prima sto mio ditto con <l'>eccelente e ineffabil parlare del dottor de Dalmazia collo quale
volse Idio la Sua Chiesa illuminare, al cui superno segno nissun sale de sapïenza e quel che de Natura costui ignorò, nessun intender vale;
e per esempli poi della Scrittura, vedrai s'el spiaccia a lor questo peccato, che fama e 'l paradiso all'omo fura. Dice el bon vecchio che poi ch'han tentato
de questo vizio l'omo e che condutto al loco i l'hanno, anzi ch'al disiato lascivo fin si sia el miser redutto, via fuggon, che non ponno comportare
de star presente a quel peccato brutto. Né ch'alcun d'essi in ciò ce vol tentare che d'alta gerarchia fosseno pria, che se vergognan a sì vil oprare,
ma mandon quei de bassa girarchia; però fuger sto vizio maledetto per loro esempio l'omo doveria. O discrito lettor, abbi rispetto
a st'altro esemplo, ché tu vederai quanto è d<a> averlo in odio e in dispetto. Se tutta la Scrittura liggirai e Vecchia e Nova, e del bel libro el stile
d'i santi Padri, tu non trovarai che lor pigliassen mai forma virile per fare in sodomia l'omo cascare, ma molte volte in forma femenile
sono venuti li santi a tentare. E questo donde vien, se non che Dio con questo esemplo ce vol dismostrare che nui fuggiamo questo vizio rio?
Se 'l demonio lo fugge che n'è autore, quanto più l'om retrar ne dê el disio! Or pôi veder quanto grave è 'l to errore, Mangano mio, che ha' voluto mostrare
per virtù vizio, che infamia sia onore. Ormai voglio far fine a sto parlare de sodomiti, perché me par detto aver assai del suo grave peccare.
E qui sia fin al mio quarto terzetto.
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