Giovanni de Mantelli di Canobio
Glorïoso de Cristo precu<r>sore, vergine, eletto, pur immaculato, da Dio santificato nel ventro eletto de tua santa matre;
ch'al sacerdoto, già tuo vecchio patre, dalli angiol fusti annunzïato in terra, per cui a nui si reserra el gran mistiero del Verbo incarnato,
da Isaia fusti profetizzato: – Io son la voce che chiamo al diserto, che di ciascun sia aperto el camin dritto al nostro Redentore –.
O de verginità lucido fiore, doppo Maria veramente el primero; o più che ogni altro austero in penitenza, o ver più che profeta!
De ti Iesù con voce mansüeta parla alla turba e dice: – Mai livato non s'è fuor del peccato omo magior del gran Zoan Battista –.
O quanta gloria allor tuo nome acquista! Tu fusti el primo e ver predicatore che 'l nostro Redentore annunzïasti e mostrasti col dito,
dicendo: – Ecco l'Agnel de Dio gradito, ecco Colui che li pecca<ti> lieva e che 'l mondo disgreva del mortal pondo sol con la Sua croce! –
O trombetta de Dio, con alta voce prenunzïavi el Suo caro Fïolo; io dico ch'a ti solo è de Iesù scoperto ogni secreto.
O eremita primo e mansüeto, io torno addietro. Ben fusti felice ch'el fu tua ostetrice la santa Matre del Fïol di Dio.
Tu levavi de terra el to disio e contemplavi la divina altezza e la somma bellezza: mente angelica avivi, essendo umano.
Nelle chiar acque del fiume Zordano tu battizzasti Iesù benedetto e non te fu disditto el Divin Spirto veder in columba.
Poi <tu> sentisti quella chiara tromba della voce del Padre che parlava, e Iesù te mostrava, dicendo: – Questo è 'l mio caro Fïolo.
Ogni piacer ho posto in Custui solo, viditi Lui, ch'El è el diletto mio e solo el mio disio; I' L'ho mandato per voi comparare –.
Poi ritornasti all'ermo a predicare: a ciascun grado dà' tu documento, né già avisti pavento d'ogne peccato reprender Erode,
che la consorte del fratel si gode. Per la qual cosa te tolse la vita, e tua alma gradita descese a Limbo ove era el primo padre
e li altri padri, a cui le opre lezadre tu raccontasti de Iesù perfetto, per che 'l consorzio eletto ne fe' gran festa e lassò el suo dolore.
Dopo la morte del Magno Signore, montasti in ciel con Lui vitturïoso: or<a> sie glorïoso più che altro spirto fuor quel de Maria.
Priego ti, priego con la mente pia, che li umil prieghi porge al Creatore che 'l Suo acceso furore levi da mi, bench'io <l'>abbia mertato;
e non riguarde al <mio> grave peccato, ma alla Sua passïone e al tuo gran priego. Deh, non me fare niego, che l'alma mia nel fin salvata sia!
A ti me aricomando ed a Maria.
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